domenica 27 febbraio 2011

sabato 31 luglio 2010

Tempi, luoghi, contatti..

Mi è "scappata " una riflessione sulle relazioni, le relazioni tra persone, tra cervelli, tra modi di essere.
Pensavo ad un passaggio che si apre tra due mondi, una porta di comunicazione, che collega due ambienti che possono o meno avere tratti in comune.
Il parallelismo con l'architettura, il gioco di forme, dei colori e del disign , mi ha fatto tornare alla mente un mio amico di "penna", Gianni, che mi descriveva i colori della sua casa, la sua casa dei sogni, dove ogni colore abbinato a particolari ambienti aveva per lui un significato speciale , un ricordo , una sensazione.
Mi diceva come l'arancio e il viola lo rasserenavano, li aveva accostati dopo mille prove, rispetto ai riflessi del sorgere del sole sulla vetrata del soggiorno e come questo ambiente, risultato di tanta ricercatezza, lo concigliasse con se stesso al mattino quando prendeva il caffè.
Non so se Gianni sia o meno un architetto ( a dire il vero lo so bene , ma in quel momento non era la cosa fondamentale), ma il suo gusto personale i suoi accostamenti particolari mi hanno sempre dato ad intendere che si occupasse di design, di arte o di decorazioni di interni di alto livello, ma non per se stesso. L'impressione che ho sempre avuto è che gli fosse impedito di esprimere la sua creatività e per questo aveva necessità di raccontare di far vedere quello che era riuscito a creare con il suo gusto personale...una ricerca di consenso riugardo al proprio essere.
Da qui è nata la mia riflessione.
Di solito ascolto soltanto, sono materna, comprensiva e rimango incantata dai racconti di frammenti di vita personale che mi confidano amici e conoscenti..egoisticamente è come se mi accomodassi sulla poltrona per guardare queste "storie" quasi fossero spezzoni di films di brandelli di vita.
Storie tristi , storie allegre, storie.
Mi è tornato alla mente Gianni perché mi descriveva come è amozionante aprire una porta per entrare in un "ambiente" goderne dei colori estremi e della diversità rispetto al pensare comune, allo standard. Della gioia che questo impatto colorato gli procurava. Gianni e la sua necessità di raccontare queste sue emozioni e condividerle con qualcuno a livello personale , in un dialogo , accettando critiche e cogliendo spunti per migliorare la sua ricerca di perfezione.

Questo mi piace delle relazioni che instauro a qualsiasi livello: è come aprire una porta per entrare in un ambiente nuovo ed inaspettato, entrare,osservare e tenersi dentro quella forte emozione di aver potuto vedere e condividere per quel breve istante un brandello dell'anima altrui.

La cosa inaspettata è che alcune di queste relazioni nonostante la porta possa rimanere chiusa per lunghi periodi, al mio ritorno la trovo sempre così come l'ho lasciata.
E' come se il trascorrere del tempo avesse interessato solamente il corridoio dello spazio dove passano le vite degli altri, ma non la stanza dove il loro pensiero risiede.

domenica 21 marzo 2010

Eretici digitali

Mi incuriosisce molto

http://www.ereticidigitali.it/

lunedì 14 dicembre 2009

Vivere nel passato: una giornata nell'antica Roma


Il libro di Angela , "Alberto, il figlio di Piero!" ho dovuto spiegare al signore che mi sedeva accanto, è piacevole e si legge tutto d'un fiato come capita con quelle letture (ormai rare) che appassionano e si vogliono bere fino all'ultima parola.
Persona piacevolissima , Alberto, che alla domanda "Com'è essere il figlio di un noto personaggio televisivo? E' stato un vantaggio?" curiosità banale e scontata, fin troppo diretta alla quale avrà dovuto dare risposte chissà quante volte ai vari intervistatori, serenamente risponde "..ma ..io veramente facevo il paleoantropologo, per 10 anni ho condotto scavi e fatto ricerche. Dopo una spedizione mi ha chiamato la televisione svizzera per fare degli approfondimenti su uno di questi scavi...sono state prodotte una serie di puntate il cui format è stato chiamato Albatros in seguito lo ha comprato la televisione italiana. Ha avuto successo e da lì ho proseguito con Ulisse." di suo padre che chiama semplicemente Piero, riferisce l'episodio in cui si sono accordati per fare qualcosa assieme perché probabilmente avrebbe funzionato, ma questo è avvenuto dopo che ha iniziato a fare televisione.

Alberto ha reso piacevolissimo il racconto della vita degli antichi romani vissuti al tempo di Traiano ed ha più volte strappato risate alla platea con simpatici parallelismi con la vita odierna.
Non ha disdegnato scambiare due chiacchiere con chi lo interrogava , sempre sorridente e piacevolmente sorpreso della confidenza di una signora un pò in là con gli anni , come da lei stessa dichiarato, che lo ha raggiunto sul palco scusandosi, ma data l'ora, avrebbe dovuto abbandonare una così bella presentazione di un così bel presentatore .

Al termine dell'incontro si è fermato per autografare a tutti i presenti il suo libro. Ha scritto saluti in antico romano e dediche anche sui disegni dei bambini presenti all'incontro che lo hanno ascoltato per tutto il tempo a bocca aperta.
Tutti sono rimasti contenti.
...forse un pò meno contenta sono rimasta io, soprattutto quando Alberto ha detto a mio figlio "...anche io ho iniziato con una passione sfrenata per i dinosauri e la preistoria.."

lunedì 7 dicembre 2009

Nobel alla demagogia

Mi colpisce l'enormità di dati raccolti per raggiungere certe conclusioni, l'analisi delle sociomatrici che coinvolgono i "nativi" per dichiararne l'effettiva collaboratività in rete, la risposta agli stimoli evento-correlati misurate in questa "piccola" porzione di popolazione che ci fa assumere potenzialità celebrali inespresse. L'enorme lavoro svolto soprattutto chi non si occupa di processi cognitivi dal punto di vista "funzionale". Ma mi sorprende ancora di più chi, dopo aver studiato queste piccole "scatole nere" semplicemente osservandole dall'esterno (se mai lo avranno fatto veramente), sentenzia che sono o non sono collaborativi in rete... Se escludiamo il Dr. Gary Small che presumo abbia "testato" effettivamente le risposte di alcuni di questi cervellini tanto discussi , gli altri signori esternano semplicemente una bassa demagogia frutto di una osservazione di esclusivo interesse personale , appunto.
Aumentano le opportunità , aumentano gli stimoli, magari aumentano capacità celebrali ancora inespresse. La collaboratività fa parte di altre competenze che non sono proprie delle tecnologie , ma partono da valori ed etica personale che haimè si apprendono dal contesto in cui si cresce. Conclusioni da Nobel, indubbiamente!
L'attività ludica? si , aumenta l'apprendimento. Ricerche sul comportamento animale, ma più significative ancora, quelle sul comportamento umano (articolo pubblicato sul Journal of Clinical Neurophysiology a.2008) "misurano" effettivamente questo tipo di risultato.
E' la tecnologia che distrugge la creatività, l'interesse o peggio ancora la cultura delle nostre nuove generazioni?
Guardiamo gli effetti dirompenti di un altro tipo di tecnologia.
L'invenzione dei mezzi di trasporto ci ha resi incapaci di camminare? Si certo , verissimo. Siamo pigri (in generale). Ma è anche vero che i tempi dei record nell'atletica migliorano di anno in anno. Tutto merito del doping? .... O forse l'aumento delle opportunità ci permettere di esprimere le nostre attitudini o i nostri interessi che altrimenti sarebbero rimasti inespressi?
......Non è che poi ci troveremo a concludere che siamo tutti diversi ?..... Nobel alla demagogia.

venerdì 4 dicembre 2009

Mio figlio...e la password dimenticata

..mio figlio 7 anni appena compiuti lo chiamo e gli dico "Amorino mi sono scordata l'agenda con la password del server , me la detti?" e lui "...server server..bene eccola! quale vuoi sapere?" "ok grazie"... "mammina quando torni?..." "Amorino appena ho finito..." "Si ma fai presto"
E DICO IO ...ALLORA CHI SONO GLI SCIAGURATI NOI GENITORI O "LORO" I FIGLI?

Impoverimento culturale

Ho intavolato una discussione su questo tema. Ovvio il mio interlocutore si riferiva al fatto che il "web" offriva troppe informazioni e che quindi la mancanza di una reale necessità di acquisire tali informazioni perché facilmente reperibili, impoveriva il livello culturale della società. Demagogia...

Ma dico io siamo pazzi???
Ma un medico se non le apprende le sue informazioni come opera con internet?
Ed un cuoco le ricette le scarica da google?
Evviva la tecnologia se ci mette i simulatori di volo per prevenire i rischi ed addestrare i piloti!
Ma perché non si riparte dall'educazione familiare che forse la recuperiamo questa società sbandata?!
E i giovani d'oggi? Tutti TV ed internet?

NO, NON SIAMO TUTTI UGUALI E NEPPURE SE INIZIASSERO VERAMENTE A CLONARCI NON CI ASSOMIGLIEREMMO MAI FINO IN FONDO.
parafrasando il Magnifico: "...chi vuol esser scemo sia...del doman non v'è certezza!"

martedì 13 ottobre 2009

IL MOBBING NON ESISTE, ESISTONO SOLO DEI PESSIMI DIRIGENTI.
(citazione)